Diritti Umani & CEDU

Lo Studio Legale De Longis, da oltre 20 anni impegnato per la tutela dei diritti  umani fondamentali, garantisce la difesa dei propri assistiti anche dinanzi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in Strasburgo.

La Corte assicura l’applicazione della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo: la sua missione consiste dunque nell’accertare che i diritti e le garanzie previsti dalla Convenzione siano rispettati dagli Stati.

Per fare ciò, occorre che la Corte sia investita dell’esame di un ricorso, introdotto da un individuo; qualora constati una violazione di uno o più di questi diritti e garanzie, la Corte pronuncia una sentenza con carattere vincolante.

Ai sensi dell’art. 35 CEDU, prima di adire la Corte, è fondamentale aver esaurito, nello Stato in questione, tutti i ricorsi suscettibili di porre rimedio alla situazione denunciata – si tratta, nella maggior parte dei casi, di un’azione dinanzi al tribunale competente, seguita all’occorrenza da un appello e da un ricorso presso una giurisdizione superiore come la Corte di Cassazione-; l’esercizio di questi ricorsi non è tuttavia di per sé sufficiente: è necessario anche aver puntualmente sollevato le proprie doglianze nell’ambito dei suddetti ricorsi.

A partire dalla data della decisione interna definitiva la parte dispone di un termine di sei mesi per introdurre il suo ricorso; una volta scaduto tale termine, il ricorso non potrà essere accettato dalla Corte.

Facendo tesoro dell’expertise maturato dai propri professionisti nel campo della formazione – Corso Robert Schuman – e dell’editoria – Diritti Umani in Italia -, lo Studio cura, dapprima in ambito nazionale e poi in sede sovranazionale, diverse questioni rilevanti per l’applicazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in Italia, tra cui, si segnalano:

– Applicabilità delle garanzie di cui all’art. 6 CEDU, ambito penale, al processo tributario in Italia – rif. Jussila c. Finlandia, n. 73053/01;

– Violazione del principio del “ne bis in idem” in ambito penale/tributario – rif. Nykanen c. Finlandia, n. 11828/11;

– Illegittimità della confisca disposta in assenza di un accertamento di responsabilità penale, con riferimento al reato di lottizzazione abusiva ed al procedimento di prevenzione patrimoniale – rif. Varvara c. Italia, n. 17475/09;

– Applicazione retroattiva delle norme penali più favorevoli e criterio di stretta legalità per le fattispecie incriminatrici – rif. Contrada c. Italia, n. 66655/13Scoppola c. Italia, n. 10249/03.

– Violazione del principio della parità delle armi in sede di indagini preliminari per abusi perpetrati dalla Procura – rif. Coeme ed altri c. Belgio n. 32492/96;

– Trattamenti inumani e degradanti nelle carceri – rif. Torreggiani ed altri c. Italia, n. 45317/09;

– Effettività del diritto di accesso alla giustizia e prescrizione – rif. Atanasova c. Bulgaria, n. 72001/01;

– Effettività del diritto di difesa nel procedimento dinanzi alla Corte dei Conti – rif. Rigolio c. Italia n. 20148/09;

– Arbitrarietà della custodia cautelare in vista dell’estradizione – rif. Gallardo Sanchez c. Italia, n. 11620/07.