Diritto Tributario

Lo Studio offre consulenza ed assistenza legale per il contenzioso tributario innanzi le competenti Commissioni Provinciali e Regionali nonché dinanzi la Suprema Corte di Cassazione, realizzando così l’indispensabile coordinamento tra difesa penale e difesa tributaria in presenza di fattispecie rilevanti in ambedue i settori.

L’esperienza maturata in ambito internazionale ed europeo, consente inoltre di inquadrare ed affrontare il procedimento tributario alla luce della copiosa giurisprudenza resa sul tema dalla Corte di Giustizia dell’UE e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Premessa la competenza della CGUE in materia di tributi armonizzati, deve evidenziarsi come su alcuni fondamentali aspetti del processo tributario le posizioni del Giudice del Lussemburgo divergano in maniera consistente dai corrispettivi principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità domestica.

Esempio lampante di tale frizione, ad esempio, è la questione relativa al c.d. contraddittorio endoprocedimentale, elevato a principio fondamentale che deve trovare necessaria applicazione ogniqualvolta l’amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto potenzialmente lesivo – così CGUE, Sopropè c. Fazenda Pùblica, causa C-349/07.

Considerazioni analoghe possono riferirsi alla questione dell’accertamento dell’elemento psicologico del cessionario in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, laddove, in stridente contrasto con gli orientamenti della Cassazione, la Corte di Giustizia UE ha affermato che è in contrasto con la Direttiva 2006/112/CE del Consiglio una prassi nazionale in base alla quale l’amministrazione fiscale nega ad un soggetto passivo il diritto di detrarre, dall’importo dell’imposta sul valore aggiunto di cui egli è debitore, l’importo dell’imposta dovuta o versata per i servizi che gli sono stati forniti, con la motivazione che l’emittente della fattura correlata a tali servizi, o uno dei suoi fornitori, ha commesso irregolarità, senza che detta amministrazione dimostri, alla luce di elementi oggettivi, che il soggetto passivo interessato sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione invocata a fondamento del diritto a detrazione si iscriveva in un’evasione commessa dal suddetto emittente o da un altro operatore intervenuto a monte nella catena di prestazioni- così CGUE, Mahagében e Dàvid, cause riunite C-80/11 e C-142/11.

Sul piano internazionale, invece, deve prendersi atto dell’ormai consolidato orientamento – cfr. Jussila c. Finlandia [GC], n. 73053/01 – secondo il quale il procedimento tributario finalizzato all’irrogazione di sanzioni dal carattere afflittivo vada ricondotto nell’alveo della materia penale di  cui all’art. 6 CEDU.

Le conseguenze di tale inquadramento, ovviamente, non si arrestano su un piano meramente definitorio, comportando invece l’applicabilità delle garanzie sostanziali e processuali previste dalla Convenzione Europea per il processo penale anche al processo tributario italiano.

A titolo esemplificativo, la summenzionata equazione induce a ritenere operanti nel procedimento tributario:

– L’obbligo di immediata esecuzione di una sentenza che riconosce il diritto al rimborso dei pagamenti di imposta indebiti, e necessaria debenza, in caso di ritardata ottemperanza, del risarcimento del danno non patrimoniale – cfr. Gagliardi c. Italia, n. 29385/03;

– Il diritto al silenzio ed alla non autoincriminazione, con la conseguenza di poter ritenere illegittime le sanzioni e le decadenze processuali irrogate a seguito della mancata ostensione della documentazione richiesta dall’Amministrazione Finanziaria – cfr. Chambaz c. Svizzera, n. 11663/04;

– Il divieto di utilizzo di presunzioni assolute che pongano il contribuente nella materiale impossibilità di difendersi – cfr. Klouvi c. Francia, n. 30754/03;

– Il diritto di ottenere l’esame dei testi a discarico ed il controesame dei testi a carico nel caso in cui l’accertamento si fondi su dichiarazioni rese da terzi – cfr. Graviano c. Italia, n. 10057/02;

– Il divieto di bis in idem operante in caso di contemporanea pendenza di un processo penale e di un procedimento tributario per lo stesso fatto – cfr. Lucky Dev c. Svezia, n. 7356/10.